Voci dall’invisibile
VOCI DALL'INVISIBILE
Serie di Cinemagraphs esposti alla mostra di artiste internazionali “No More Wounds/Mai più ferite”,
progetto internazionale per la pace promossa da Accademia belle arti Macerata
e dal Regional Women’s Lobby in South East Europe e sostenuto da UNWomen,
tenutasi alla Rocca Malatestiana di Fano nel 2021
La guerra dei Balcani è stato uno stralcio di storia che tutti vorremmo dimenticare.
Vorremmo dimenticare non solo per le atrocità commesse e subite da questi popoli alla ricerca di un loro equilibrio etnico,
geografico, storico, culturale ed identitario, quanto piuttosto perché ci riesce difficile ammettere che siano avvenute
in una società che noi consideriamo ormai adulta e compiuta, quindi onesta e meritocratica; quando invece la realtà ci racconta ben altra narrazione: tutto ciò è avvenuto nel cuore di un’Europa in cui il diritto alla vita è sacrosanto.
Queste immagini vogliono raccontare una storia attraverso i quattro elementi naturali; la storia di una donna il cui grido reclama giustizia da ormai troppo tempo. La sua voce sembra provenire dal mondo dell’invisibile. Una donna costretta a subire la più feroce delle violenze, che, pena su pena, deve mettere al mondo il figlio del proprio nemico, il seme del male. La ragazza è annientata come donna, come madre, come credente e come essere umano. Troppo spesso queste esistenze si perdono nell’oblio e l’auspicio di questa serie è quello di costringerci a guardare quella ragazza negli occhi, ascoltare il suo dolore e trovare
la forza di non voltarci dall’altra parte, per riscattare tutte quelle donne di cui non conosciamo né il volto né il nome.
# 1 – acqua
LA VOCE
Il velo bianco è simbolo di purezza e candore. E’ anche il simbolo dell’Islam, della fede che la donna porta con sé, dell’innocenza che prima o poi verrà sporcata dalla violenza dell’uomo. Un velo che scompare nell’ultima immagine, due sguardi complementari che al tempo stesso si contrappongono annullandosi. Gli occhi aperti, il volto immerso quasi totalmente nell’acqua limpida. La donna è pura come l’acqua che la circonda.
# 2 – fuoco
RUMORE
Protagonista è la copertina originale di un noto giornale internazionale.
Il testo che brucia è l’emblema dell’aiuto estero mai arrivato e dell’indifferenza nei confronti di una guerra che avveniva nel cuore dell’Europa. Una mano femminile,
distesa a terra, afferrata da una maschile che giacciono di fianco al fuoco che arde senza sosta. L’atto di violenza sta avvenendo.
Nell’immagine è notte e la luna è l’unica testimone dell’avvenimento.
# 3 – terra
SILENZIO
Particolare dall’alto del ventre della ragazza distesa su della terra da cui è quasi completamente sommersa; il suo corpo è sporco perché lei si sente sporca; porta i segni del male subito e respira. Le terra è fertilità e quel respiro non è più solo il suo, ora qualcos’altro è nato, un figlio.
La scena è ruvida, triste.
La donna porta in grembo il seme dell’atto malvagio.
# 4 – aria
(SENZA TITOLO)
Il volto della donna è bagnato;
l’acqua della prima immagine non c’è più, è stata prosciugata insieme all’innocenza. Il vento che sposta i capelli è l’unico elemento di movimento nell’immagine.
La donna si è tolta il velo:
non c’è più fede e purezza; la donna è annientata fisicamente e mentalmente ed è per questo che i colori si sono spenti. L’oscurità la sta risucchiando, gli occhi sono chiusi e lei sta diventando invisibile, come l’aria. Non esiste più.